Archivio per amore

“Sorriso della Solidarietà IV” – by RDS Sorriso Onlus

Posted in Società con i tag , , , , , , , , on 11 Novembre 2009 by jabez65

Raccogliere fondi per costruire una residenza sanitaria attrezzata all’accoglienza di persone con grave disabilità: è questo lo scopo del “Sorriso della Solidarietà IV”, serata organizzata dalla RSD Sorriso Onlus per sabato 9 gennaio 2010 ore 20,30 ad Albano Laziale, in provincia di Roma (Teatro Alba Radians), patrocinato dal Comune di Albano Laziale e dalla Protezione Civile, che prevede la partecipazione di cantanti, poeti, un illusionista, un cabarettista e altri artisti ancora.

Tutto lo staff RSD Sorriso ONLUS è già impegnato a far sì che l’evento di sabato 9 gennaio 2010 si riveli un successo, tutto per condurre un progetto ambizioso e degno di nota, rivolto al sostegno di chi soffre.

Alcuni membri del Direttivo vivono sulla propria pelle una situazione difficile, ma nonostante ciò lottano ogni giorno per ottenere quello che, ancora oggi, in molti casi è più simile a un’utopia che alla realtà. Infatti, varie strutture attive sul territorio nazionale non sono in grado di coprire ogni esigenza degli ospiti, né di garantire, in qualsiasi situazione, il pieno rispetto di tutti i diritti umani. RSD Sorriso, quindi, si propone lo scopo di attivare un percorso articolato in cui la costruzione di una struttura adeguata ad assicurare l’intimità degli ospiti è solo l’aspetto più evidente e oneroso (il progetto prevede camere singole). La qualità di vita, infatti, necessita di molti altri elementi per diventare effettiva.

La residenza che sogniamo, presta quindi attenzione anche ai “particolari”, vale a dire corsi e attività, sia singole che collettive, in grado di valorizzare le capacità residue di ciascun ospite, insieme a intrattenimenti, alla possibilità di ricevere visite in ambienti adeguati, al rispetto di orari consoni alle esigenze delle persone, qualunque sia l’attività da loro svolta, oltre che alla concreta e professionale presenza di assistenza infermieristica, fisioterapica e socio-sanitaria. Solo così, infatti, ogni ospite della residenza che si vuole creare potrà sentirsi veramente realizzato e vivere nel pieno rispetto dei diritti inviolabili sanciti dalla nostra Carta Costituzionale.

Per info e prenotazioni:

Massimo Lorusso cell. 346 2105554
Silvia Pili cell. 340.2406148
Nicla Frau cell. 349.6473221
Katya Perci cell. 335.7666245

www.rsdsorriso.org

Lo Staff RSD Sorriso ONLUS

COME FACCIO SE NON STO BENE?

Posted in Parole con l'anima con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 Settembre 2009 by jabez65
“LA GLORIA dei giovani è la loro forza”.

Se sei malato o disabile potresti pensare che questa frase non si applichi certo a te.
Ma non è così! Il fatto è che molti ragazzi disabili o con una malattia cronica sono riusciti a superare gli ostacoli più temibili.
Hiroki, che vive in Giappone, fu colpito alla nascita da paralisi cerebrale.
“I muscoli del collo non sono in grado di tenere la testa eretta e non riesco a controllare i movimenti delle mani”, dice. “Dipendo completamente dagli altri”.
Natalie e suo fratello James, che vivono in Sudafrica, sono affetti sin dalla nascita da una rara forma di nanismo. Natalie ha anche la scoliosi, una deformazione della colonna vertebrale. “Ho subìto quattro interventi”, dice, “e a causa della deviazione della colonna ho problemi ai polmoni”.
Timothy, un ragazzo della Gran Bretagna, all’età di 17anni scoprì di avere la sindrome da stanchezza cronica. “Ero una persona sana e attiva”, dice, “ma in meno di due mesi diventai così debole da non riuscire a reggermi sulle gambe”.
Quando aveva 19anni a Danielle, che vive in Australia, fu diagnosticato il diabete. “Dato che è una malattia che non si vede”, spiega, “alcuni non si rendono conto di quanto sia grave. In realtà il diabete può uccidere”.
Se soffri di qualche malattia o sei disabile, troverai senz’altro incoraggianti i commenti di Hiroki, Natalie, Timothy e Danielle. D’altra parte, se godi di buona salute questi commenti possono aiutarti a essere più comprensivo nei confronti di chi lotta con una malattia o un’invalidità.

Per te qual è la cosa più difficile da affrontare?
*Natalie: È la reazione delle persone che mi vedono per la prima volta. Non sono mai a mio agio. Mi sento sempre gli occhi puntati addosso.
*Danielle: Quando si ha il diabete, la cosa più difficile è sapere cosa mangiare, quanto mangiare e quali cibi ridurre. Uno squilibrio nell’alimentazione potrebbe portarmi all’ipoglicemia, o addirittura farmi entrare in coma.
*Hiroki: Ho una speciale sedia a rotelle, modificata apposta per me, e passo circa 15ore al giorno nella stessa posizione. Per di più non riesco a dormire bene. Il minimo rumore mi sveglia.
*Timothy: All’inizio il problema più grande è stato accettare il fatto di essere malato. Le mie condizioni mi creavano imbarazzo.

Quali sono altre difficoltà che incontri?
*Danielle: A causa del diabete mi sento molto stanca. Ho bisogno di dormire più dei ragazzi della mia età. E poi il diabete è una malattia cronica per la quale non esiste una cura.
*Natalie: Ovviamente per me c’è la questione dell’altezza. Un gesto normale come prendere qualcosa dallo scaffale di un negozio è un’impresa. Fare la spesa da sola è una gran fatica.
*Timothy: Devo sempre fare i conti col dolore e con periodi di depressione. Prima di ammalarmi, ero una persona molto attiva. Avevo un lavoro e guidavo. Praticavo alcuni sport, tra cui calcio e squash. Ora sono costretto su una sedia a rotelle.
*Hiroki: Non riesco quasi a parlare. Questo è scoraggiante e mi impedisce di iniziare una conversazione. A volte mi capita di colpire inavvertitamente qualcuno a causa di un movimento involontario della mano. E per colpa di questo problema del linguaggio non posso nemmeno chiedere scusa.

Cosa ti ha aiutato ad affrontare la situazione?
*Danielle: Cerco di soffermarmi sulle cose belle della vita. Ho una famiglia meravigliosa. Inoltre cerco di tenermi sempre aggiornata sul diabete. So che è mia responsabilità stare attenta alla salute e faccio del mio meglio per aver cura di me.
*Natalie: La preghiera mi dà forza. Cerco di affrontare un problema alla volta. Tenermi occupata mi aiuta a non soffermarmi su pensieri negativi. E ho dei genitori meravigliosi su cui posso contare.
*Timothy: Ogni giorno faccio qualcosa di spirituale, anche solo per poco tempo.
* Hiroki: Cerco di non preoccuparmi delle cose che non posso cambiare. Sarebbe solo una perdita di tempo. Faccio invece tutto il possibile per edificarmi spiritualmente, e non uso la mia condizione come un alibi. Quando non riesco a dormire, colgo l’occasione per pregare.

RIFLETTI:

Hiroki e Timothy sono costretti su una sedia a rotelle. Se ti trovi in una situazione simile, in che modo i loro commenti ti possono aiutare a mantenere un atteggiamento positivo?▪Danielle dice a proposito del diabete: “Dato che è una malattia che non si vede, alcuni non si rendono conto di quanto sia grave”. Hai anche tu una malattia “che non si vede”? In tal caso, cosa puoi imparare dalle parole di Danielle?
Natalie dice che uno dei problemi più grandi che deve affrontare è la reazione delle persone che la vedono per la prima volta. Cosa faresti per mettere a suo agio qualcuno come Natalie? Se hai una malattia o un’invalidità che ti fa sentire come lei, come puoi imitare il suo atteggiamento positivo?
Cosa puoi fare per aiutare ciascuno di loro?

P.S: Inanzitutto ringrazio Massimo Lorusso http://www.rsdsorriso.org/ autore di questa bellissima riflessione, poi desidero rispondere all’ultima domanda su cosa posso fare per loro: consigliando Massimo, Danielle, Timothy, Natalie, James,Hiroki e ai disabili a continuare a cercare e pregare al nostro Padre celeste poiché Gesù è la nostro unica forza, salvezza e medicina e non perdere la speranza in un Dio misericordioso che può cambiare ogni cosa! infine vi segnalo altri esempi di cristianamenteabili come me (www.cristianamenteabili.blogspot.com ), Nick Vujicic http://www.lifewithoutlimbs.org/ , Scott Rigsby http://www.scottrigsby.com , Michele della Moretta, http://mikidmm1975.blogspot.com/ , Alessandro Sacco http://disabilescatenato.myblog.it/ Roberto Barnabè http://evangelonobarriere.blogspot.com/

Dio vi benedica

Nick Vujicic, la fede, la gioia, la testimonianza, l’esempio.(2)

Posted in Dialoghi con Gesù con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 Settembre 2009 by jabez65

Ho visto che la testimonianza di Nick Vujicic che ho pubblicato tempo fa (SE VUOI LEGGERLA CLICCA  ->QUI<- )   ha colpito il cuore di diverse persone che ancora non la conoscevano. Posto il video coi sottotitoli in italiano, sono sicuro che piacerà.

Joni & friends, la testimonianza di Marinella

Posted in Dialoghi con Gesù con i tag , , , , , , , , , , , , , , , on 5 Settembre 2009 by jabez65

Dalla newsletter di Jafitalia:

Cari lettori,
sono Marinella la mamma di Debora, una bambina di 13 anni con grave cerebropatia epilettica degenerativa, manifestata dalla nascita.
Avevo 35 anni quando nacque nel 1995 Debora, la mia 3° figlia. La vita famigliare fu completamente sconvolta, non potevo più seguire i figli più grandi di 10 e 11 anni perché il bisogno che Debora aveva, prendeva tutte le mie energie e quelle di mio marito.

La situazione era difficile da gestire, non dormivamo né notte né giorno, la bambina piangeva continuamente, fino al massimo di 5 o 6 giorni senza dormire un minuto, si contorceva con ipertonia di estensione, intensa forza di spasticismo, stato di male, mioclie, crisi epilettiche leggere, brevi, ma con un alternarsi quasi continuo. Non si trovavano farmaci per calmarla, venivano cambiati in fase di sperimentazione,
rischiò il coma nel 1° ricovero che fece a Padova.

Per spezzare l’ipertono e alleviare la sofferenza di questo suo affaticamento la dondolavamo per tutte le ore dei 5 o 6 giorni che non dormiva con metodi che ci consigliava il fisiatra. Per contrastare la sua forza le mie braccia cominciarono a
cedere, soffrii di una grave sciatalgia, i nervi si stiravano accavallandosi, mi abituai al dolore, pregavo continuamente, fino a quando non mi sostituiva mio marito tornando dal lavoro; finalmente accudivo alla casa accumulata di faccende, ma potevo dire che questo era già un riposo per me.

In questi anni ho visto Debora in rianimazione, tante volte, quasi morta, sono emozioni che una madre non può dimenticare, ma queste esperienze mi hanno dato delle risposte. Una sera in ospedale, Debora stava molto male, io mi addormentai seduta, appoggiata, chinata sul suo letto, Dio mi disse nel sogno che non mi dovevo preoccupare, perché Debora avrebbe sofferto solo per un tempo. Nel risvegliarmi gli ripetevo quello che Dio mi aveva detto inconsciamente, poi rendendomi conto di quello che stavo dicendo chiesi a Dio cosa significava, cosa voleva Lui da me.

Presi la Bibbia, stava albeggiando, aprii e per volere e non per caso, leggo in 1 Pietro 1: 6-8

Nel che voi esultate, sebbene ora, per un po’ di tempo, se così bisogna, siate afflitti da svariate prove, affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell’oro che perisce, eppure è provato col fuoco, risulti a vostra lode, gloria ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo: il quale, benché voi non l’abbiate veduto, voi amate; nel quale credendo, benché ora non lo vediate, voi gioite d’un’ allegrezza ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime“.

Avevo letto altre volte questo versetto sottolineato, ma capii in quel momento, che il tempo della prova può durare tutta la vita in confronto all’eternità; come nei casi di disabilità o malattie croniche. Ora so che Debora, se non sarà guarita nella vita terrena, la sua sofferenza non è che un breve tempo nei confronti, di ciò che vivrà nell’eternità con Dio.

Se viviamo con questa prospettiva celeste, non terrena, daremo più importanza a mantenere la fede. Non pretenderemo le guarigioni, ma le chiederemo secondo la Sua volontà: al fine non di noi stessi, ma per la manifestazione della Sua gloria.
Chiedere, ma altresì accettare ogni cosa che viene o non ci viene data, poiché Lui sa ciò che è bene per noi.

Per Dio niente è impossibile, guarire un mal di denti, un cervello atrofico poco esistente; mi chiedo se lodare Iddio in certe situazioni disagiate non sia un miracolo maggiore che le guarigioni fisiche…Forgiata la nostra fede col fuoco risulterà a nostra lode ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo. Ringrazio l’associazione, Caterina, tutti coloro che hanno pregato per Debora , sopra ogni cosa DIO che ci ha dato la forzadi accudire Debora, di come è ancora con noi dato che imedici non gli avevano dato più di 5 anni di vita.

Cari saluti da Marinella.

Visita il sito JAFITALIA:ORG

Avete una sedia a rotelle o un ausilio ortopedico inutilizzati anche da riparare? Donateceli e lo invieremo a chi ne ha davvero bisogno. In queste zone abbiamo dei punti di raccolta: – Zona di Monza – Zona di Trento – Zona di Alessandria – Zona di Torino Per informazioni e indirizzi contattate Bruno al 339 3547776.

Grazie di cuore!

LA FORZA DELLA SPERANZA

Posted in Parole con l'anima con i tag , , , , , , , , on 15 Luglio 2009 by jabez65

Ricevo da Davide e volentieri pubblico:

“5 Or la speranza non delude, perché l’amore di Dio e’ stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci e’ stato dato. 6 Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, é morto per gli afflitti” (ROMANI5:5,6)
Gesù é morto per darci Salvezza,pace e guarigione. Questa non é una speranza, ma una certezza; con questa certezza nel nostro cuore non avremo paura dei problemi, perché sappiamo che Lui verra’ in nostro soccorso quando, pregando, lo domanderemo. Perciò, aspettando la soluzione del problema, esercitiamo pazienza, e quando, dopo aver fatto questo, vediamo il problema risolto, al prossimo che ci capitera’ , sappiamo come fare, perché abbiamo acquisito esperienza e l’esperienza ci da’ la speranza che tutto si risolverà.(Ebrei 11:1 “Or la fede e’ certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono”).

Vedete il punto di vista di Dio come e’ chiaro? La fede che abbiamo in lui e’ certezza, e questa diventa speranza certa, che non deluderà mai, perché l’amore che Dio ha avuto per noi, venendo a morire mentre eravamo nel peccato (quel peccato originale che ha causato malattie e dolore) e’ stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo. cioe’ la speranza e’ quel atteggiamento costruttivo e positivo che ci porta ad affrontare le afflizioni le problematiche guardando avanti verso l’obiettivo sapendo che c’é un Dio fedele e che la sua speranza é fondata sul ricordo delle testimonianze e delle sue promesse. Vedi: (Romani 8:28) “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.” (Geremia 31:13) “Allora si allieterà la vergine della danza;i giovani e i vecchi gioiranno.Io cambierò il loro lutto in gioia, li consolerà e li renderà felici, senza afflizioni.” (2Corinzi 4:8-9) “8 Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all’estremo; perplessi, ma non disperati; 9 perseguitati, ma non abbandonati; atterrati ma non uccisi;” (Salmi 130:5) “Io aspetto il SIGNORE, l’anima mia lo aspetta;io spero nella sua parola.”
  • in che cosa speriamo?
  • quando verra’ realizzata questa speranza?
  • in che modo noi perseguiamo questa speranza?
(ROMANI15:13) “Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo.”
Concludendo, abbiate fede,perseverate, rallegratevi mettete le vostre vite nelle mani di Dio, pregate, state in comunione con Lui e vedrete la vostra vita cambiare in meglio, e se non l’avete ancora fatto, accettate Gesù come personale Salvatore della vostra vita con il cuore perché Lui e’ la speranza che non delude!
P:S.1: Non abbiate paura che vi succeda qualcosa di male come Giobbe vedi: Giobbe3:25,26 “25 Non appena temo un male, esso mi colpisce;e quel che mi spaventa, mi piomba addosso.26 Non trovo riposo, né tranquillità,né pace,il tormento è continuo!»”
P.S.:2 “fede é un modo di pensare positivo ma Divino” (past.David Wilkerson)

Fonte: cristianamenteabili.blogspot.com