Morti Saras, tre giorni di lutto, altri due di sciopero
(fonte: Yahoo Italia notizie)
La raffineria di Sarroch
Il 26 maggio, nella raffineria di Sarroch, a pochi chilometri di Cagliari, Daniele Melis di 26 anni, Bruno Muntoni di 51 anni e Luigi Solinas di 27 anni, tutti provenienti da Villa San Pietro nel Cagliaritano, sono morti mentre pulivano una cisterna, a causa delle esalazioni di azoto.
I metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di prolungare lo sciopero indetto per oggi alla Saras anche per le prossime 48 ore e hanno organizzato quattro ore di sciopero a livello regionale per il giorno in cui si svolgeranno i funerali delle vittime, secondo quanto riferito da fonti sindacali.
Intanto la procura di Cagliari ha aperto un’indagine per stabilire eventuali responsabilità sulla morte dei tre operai, dipendenti della Comesa, una ditta esterna che lavora per la Saras.
I magistrati hanno disposto l’autopsia, che dovrebbe essere eseguita nei prossimi giorni, mentre Fiom Cgil, Fim Cisl e la provincia di Cagliari hanno annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale processo.
L’incidente alla Saras ha richiamato l’attenzione anche del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, già intervenuto in passato sul dramma delle morti bianche, che ieri ha espresso partecipazione e vicinanza alle famiglie delle vittime.
Quando si è verificato l’incidente i tre operai stavano lavorando nell’impianto Mildhydrocracking 1, fermo per manutenzione programmata, secondo quanto riferito dalla società.
Secondo quanto hanno riferito i carabinieri della compagnia di Cagliari le vittime erano dipendenti della Comesa, una ditta esterna che lavora per la Saras. Quando si è verificato l’incidente, alle 13,50 circa, i tre operai stavano lavorando “nell’impianto Mildhydrocracking 1, fermo per manutenzione programmata”, come precisa la stessa Saras in una nota diffusa nel pomeriggio.
I carabinieri della compagnia di Cagliari, sulla base anche di quanto ricostruito dall’azienda, hanno riferito che Melis si sarebbe introdotto per primo nella cisterna, quando c’erano ancora esalazioni di azoto, senza protezione e senza la necessaria autorizzazione che l’azienda rilascia per certificare che nell’impianto non ci siano più esalazioni nocive. Muntoni e Solinas sarebbero scesi successivamente nella cisterna nel tentativo di salvare il collega. La cisterna è sopraelevata e si trova al terzo livello della raffineria. Solitamente quando l’impianto è fermo le cisterne vengono riempite di azoto e poi, quando l’impianto viene bonificato per essere riavviato, l’azienda rilascia una certificazione per garantire l’assenza dell’azoto.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti subito i medici dell’azienda “i quali, nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione, hanno potuto solo constatare il loro decesso. Sono state immediatamente avvisate le autorità competenti e interrotte tutte le attività di manutenzione dello stabilimento”, spiega Saras nella nota.
Un quarto operaio, amico delle vittime e scioccato per l’accaduto, è stato soccorso sul posto dai medici.

Massimo Moratti
Intanto GianMarco e Massimo Moratti, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Saras stanno raggiungendo la raffineria “per stare vicino alle famiglie dei tre lavoratori e alle maestranze della società”, come riferito in una nota.
Il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, dopo aver visto i dirigenti dell’azienda, ha incontrato i familiari dei tre operai, assieme agli assessori dell’industria, Andreina Farris, e del Lavoro, Maria Valeria Serra.
I tre operai morti sono tutti di Villasanpietro, un centro in provincia di Cagliari.
Un articolo interessante che potete leggere QUI
28 Maggio 2009 a 10:41 AM
Altri post legati a Sarroch:
http://dorsogna.blogspot.com/2009/05/la-morte-saras-sarroch.html
http://dorsogna.blogspot.com/2009/05/moratti-linter-e-i-morti-di-sarroch.html
http://dorsogna.blogspot.com/2009/01/quegli-altri-siamo-anche-noi.html
http://dorsogna.blogspot.com/2009/01/morire-di-petrolio.html
vorrei far presente che non e’ escluso ancora che la morte sia dovuta ad h2S. In Italia i limiti emissivi di questa sostanza, per le raffinerie sono di quasi 30 parti per milione.
L’organizzazione mondiale della sanita raccomanda limiti di 0.005 parti per milione.
In Massachussetts lo stesso limite e’ di 0.0006ppm, con uno zero in piu.
In Italia tolleriamo limiti di idrogeno solforato di 6,000 volte maggiori rispetto a quanto faccia bene alla salute umana.
L’H2s e’ un veleno, e ha causato la morte di 11 operai nelle cisterne di molfetta e di catania nel solo 2008.