Inserito da: jabez65 | 16 settembre 2008

A mio fratello, che non c’è più.

Un’altra tragedia nella tragedia, che si abbatte su famiglie già duramente provate. Lorena Coletti è la sorella di Giuseppe, una delle vittime del rogo dell’oleificio “Umbria olii”. Lorena chiede che l’Italia non si dimentichi di loro: io le do questo spazio e tutta la mia solidarietà. Se ci riuscirò le scriverò pure. Prima, però, vi propongo questo prologo:

PERUGIA:


«È come se mio marito fosse morto un’altra volta…»: Morena Sabatini, vedova di Maurizio Manili, titolare della ditta di impiantistica deceduto insieme ad altri tre operai nell’esplosione avvenuta alla Umbria olii il 25 novembre 2006, parla con voce calma ma ferma della richiesta di risarcimento, oltre 35 milioni di euro, da parte della stessa azienda nei confronti dei parenti delle vittime e dell’unico sopravvissuto. Un’iniziativa sulla quale oggi sono riprese le polemiche.

Proprio nel giorno in cui la ThyssenKrupp si è impegnata a versare complessivamente 12 milioni e 970.000 euro alle famiglie delle sette vittime del rogo di Torino. Morena Sabatini sceglie di non commentare ulteriormente l’iniziativa della Umbria Olii, limitandosi a spiegare di essere «veramente indignata» per quanto successo.

L’avvocato Sandro Parroni, che insieme al figlio Dino rappresenta la famiglia Manili e la società, sottolinea invece che la richiesta di risarcimento danni (che coinvolge anche l’assicurazione della ditta Manili) si basa su un accertamento tecnico svolto in sede civile «ancora sub judice».

Il 15 luglio prossimo è infatti fissata un’udienza davanti al presidente del tribunale di Spoleto per decidere in merito ad alcune eccezioni degli stessi legali. Quattro giorni prima il gip di Spoleto dovrà decidere se rinviare a giudizio il titolare della Umbria Olii Giorgio Del Papa per omicidio colposo plurimo, disastro colposo, e violazioni a norme per la sicurezza del lavoro, con l’aggravante della colpa con previsione dell’evento. Un procedimento dal quale l’azione civile «ha l’evidente finalità di distogliere l’attenzione» per gli avvocati Giovanni Bellini e Francesca Di Maolo legali della famiglia di Tullio Mottini, un altro dei operai morti a Campello.

Rabbia e sgomento per la decisione della Umbria Olii è stata invece espressa dal segretario generale della Flai-Cgil, Franco Chiriaco che parla di «insulto alla dignità umana» delle vittime. Una richiesta «inaccettabile e assurda» secondo i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Paola Agnello Modica, Renzo Bellini e Paolo Carcassi. «Non c’è limite alla vergogna» sostiene invece Pino Sgobio, della segreteria del Pdci. «Un Paese civile – afferma – dovrebbe rispondere per le rime a questa richiesta mostruosa».

Questa è un’intervista rilasciata dal proprietario dell’Umbria olii:

Proprietario della Umbria Olii
“Operai morti per colpa loro. La sinistra mi ha crocifisso”

Era il 25 novembre del 2006 quando a Campello sul Clitunno, comune di poco più di duemila anime nella provincia di Perugina, quattro operai morirono in un terribile incendio divampato nelle strutture della Umbria Olii, una delle società più importanti nella raffinazione degli olii d’uliva. Si chiamavano Tullio Mocchini, Giuseppe Coletti, Wladimir Toder e Maurizio Manili. Del gruppo si salvò solo Klaudio Demiri.Un fatto che colpì tutta l’Italia e che diede il via al dibattito sulla sicurezza sul lavoro nelle industrie di casa nostra. Sì cominciò a parlare di morti bianche, di operai che perdevano la vita perché le norme basilari di sicurezza non venivano rispettate oppure non c’erano del tutto. Negli ambienti parlamentari si iniziò a discutere di decreti e nuove leggi, un dibattito che non si è ancora esaurito.
La vicenda torna di attualità dopo che Giorgio Del Papa, l’amministratore delegato dell’azienda di famiglia, sorta nel 1945, ha chiesto 35 milioni di euro di danni ai famigliari delle vittime.
Dottor Del Papa, come ha trascorso questi ultimi due anni?
“Sono stati 19 mesi da incubo. Sono stato additato come un assassino. Posso anche accertarlo dalle vedove, insomma, hanno perso un marito. Ma non posso accettare il fatto che a farlo siano stati dei politici. Avrebbero dovuto stemperare gli animi. Ed invece hanno provocato, cavalcato una lotta di classe contro l’imprenditore. Non è una cosa possibile nel 2008”.
Si spieghi meglio.
“La tragedia è stata cavalcata politicamente, basti pensare che da quel fatto è stata lanciata l’iniziativa dell’anno delle morti bianche. Il presidente della Regione, l’allora ministro del Lavoro Damiano e il presidente della Camera Bertinotti sono venuti a rendere omaggio alla vittime, per le quali ho pianto anche io. Ma la sicurezza dell’azienda era totale, in tanti anni non ha abbiamo mai avuto, dico mai, un incidente. Eppure tutte le colpe sono state imputate all’azienda ed io sono rimasto esterrefatto, allibito”.
Bertinotti e Damiano: due campioni nel farsi difensori dei lavoratori. Hanno mai parlato con lei? L’hanno mai incontrata?
“No. Mai. Damiano è venuto tre volte, tre volte di fronte ai miei cancelli. Era anche il mio ministro, perché era il ministro del Lavoro ed io lavoro, do lavoro. Ma non sono mai stato interpellato, mai nessuno mi ha rivolto la parola”.
Davvero due anni d’inferno.
“Non ho avuto molto spazio in questo periodo. Sono stati scritti almeno trecento articoli contro di me e fatti una sessantina di spot televisivi denigratori, uno anche da Enzo Biagi prima che morisse”.
Addirittura?
“Sì, sì. E’ stata portata avanti una campagna di stampa vergognosa, sono stato processato sui giornali e sono stato indicato come il colpevole. Mi hanno chiesto 14 milioni di danni, non solo i famigliari più stretti, ma anche i parenti alla lunga delle vittime”.
Veniamo a quel giorno. Cosa è andato storto?
“Guardi, le dico che la ditta appaltatrice che stava conducendo i lavori era la stessa con la quale lavoravamo da otto anni e di cui era a capo Maurizio Manili, una delle vittime. Hanno costruito loro i serbatoi, i capannoni e i tetti, conoscevano perfettamente ambiente e anche i miei dipendenti. Manili era il nostro consulente. Ha costruito gli impianti, capisce? Ci servivamo esclusivamente di lui, era una persona capace e nel tempo si era stabilito un rapporto di stima. Sa come vanno a finire queste cose, no? Dopo così tanto tempo assieme si diventa amici, ci si racconta un po’ tutto”.
Certo, è normale direi. Quindi tutto questo vuol dire che erano a conoscenza di ciò che andava fatto e non fatto tra quei silos? E che quindi sapevano che non andava utilizzato del materiale per la saldatura, che poi sarebbe il motivo che ha provocato l’incendio?
“Esattamente. Sapevano, li hanno costruiti loro ripeto e conoscevano l’intero ambiente di lavoro”.
E allora da dove è nata la richiesta dei 35 milioni di euro ai famigliari?
“Io e il mio legale ci siamo rivolti al tribunale di Spoleto per avere un atp, un accertamento tecnico preventivo per quantificare i danni. Perché comunque come società abbiamo avuto un danno enorme, un intero stabilimento, capisce? Il tribunale ha nominato un tecnico con lo scopo di quantificare i danni e di accertare le cause. E i danni ammontano a 35 milioni di euro, da qui la nostra richiesta”.
Mentre la causa scatenante è stato l’utilizzo di una saldatrice dove non andava usata. Come vi difenderete ora?
“Ci difenderemo in tutte la maniere. Per quanto in questi anni sia stato fatto un lavaggio del cervello da parte della stampa. Una volta si chiamavano incidenti, ora li chiamano omicidi e io non voglio passare per un omicida. La fabbrica è andata distrutta e c’è stata la morte civile dell’imprenditore. E poi c’è la Regione Umbria…”.
In che senso?
“La Regione, oltre a costituirsi parte civile contro di me, chiedendomi così anche lei quei 14 milioni di euro assieme alle famiglie, ha chiesto una sovvenzione da parte dello Stato. E’ uscita sulla Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 2006. 40 milioni di euro per i danni provocati dall’esplosione al comune di Campello”.
Tutto vero: nel “Supplemento ordinario alla Gazzetta ufficiale” del 27 dicembre di due anni fa, si legge: “E’ autorizzata inoltre la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2007 e di 35 milioni di euro per anni 2007 e 2008 per la regione Umbria colpita dagli eventi meterologici del novembre 2005 e per il ristoro dei danni causati dall’esplosione verificatasi nell’edificio “Umbria Olii” nel comune di Campello sul Clitunno in provincia di Perugia”.
Si sommano quindi ai già citati 14 milioni. E sono arrivati?
“Se lo Stato ha elargito i denari, questi sono stati destinati ad altre cose, a me non è arrivato niente quando anche io ho subito un gravissimo danno, un’intera azienda distrutta. Qui si tratta di due avere e nessun dare. La Regione vuole incassare due volte, una da me e una dallo Stato”.

fonte: Libero news

Fine del prologo.

Aggiungo un video che può aiutare a far riflettere:

Lorena ha scritto una lettera che pubblico qui sotto (fonte: Associazione “Articolo 21″):


Sono Lorena Coletti, mio fratello è una vittima del rogo dell’ oleificio Umbria Olii di Campello sul Clitunno.
A Giugno 2008 abbiamo avuto una richiesta di risarcimento danni di ben 35 milioni di euro da parte del titolare della Umbria Olii Giorgio Del Papa.
Poi il 3 Luglio, 8 giorni prima dell’ udienza, che avrebbe deciso se assolverlo o rinviarlo a giudizio, abbiamo avuto la ricusazione del Gup.
Siamo a meta’ Settembre, e ancora non si sa, quando dovra’ e dove si fara’ la prossima udienza.
Il 19 di Luglio abbiamo organizzato una fiaccolata per non dimenticare i nostri cari morti a Campello.
Ho letto una lettera, chiedendo a tutta l’Italia di non abbandonarci, e invece siamo caduti di nuovo nel silenzio.
Ora chiedo a che gioco stiamo giocando? A chi è figlio e chi è figliastro?!
Non capisco perchè il 26 settembre c’ e’ la terza udienza, in nove mesi, per il processo per la strage alla Thyssenkrupp di Torino, mentre dalla strage alla Umbria Olii è passato un anno e dieci mesi, ma ancora non si sa niente.
E poi mi si parla di fiducia nella giustizia !!!
Non vorrei, ma sono sfiduciata, credo che a vincere sono sempre quelli che hanno i soldi.
Aggiungo, che si è vero che gli operai morti alla Thyssenkrupp sono sette e quelli morti alla Umbria Olii sono quattro, ma alla fine sempre sangue è stato versato.
Sangue di padri di famiglia, di mariti che si sono alzati la mattina per guadagnare il “pane quotidiano”.
Non credo che sia reato dire, che vogliamo chiarezza e giustizia, e chi ha colpa deve pagare come si merita!!!
Sono passati due anni e non sappiamo niente: quando dobbiamo ancora aspettare?
Non vorrei che finisse come il processo per la morte del marito di Franca Mulas, che a Gennaio 2009 va in prescrizione.
Chiedo ancora una volta verità e giustizia: mio fratello non avrebbe dovuto morire!!!
Ieri è stato il suo compleanno, oggi il mio.
Scrivo questa lettera, perchè penso che è il miglior regalo che posso fare a mio fratello, che non c’è più ,e che avrebbe voluto essere fra di noi.
Lorena Coletti

Se vuoi, clicca QUI.

QUI puoi leggere l’altra lettera di Lorena scritta ai dipendenti dell’UMBRIA OLII,
QUI video e interviste sulla vicenda.


Risposte

  1. Perdonate il mio sfogo ma sono più che indignato, più che sconcertato, più che amareggiato, sono incazzato nero.
    Dico, nel nome di Dio santissimo!!! Perché in Italia devono sempre andare in maniera inversa di come dovrebbero andare?
    L’italia si vanta di essere un paese cristiano (ma non lo è) e poi non opera una giustizia cristiana?
    Quella gente lavorava onestamente per tirare avanti, non stiamo parlando dei figli di Berlusconi ma di gente che si è fatta sempre un mazzo così per guadagnarsi la pagnotta.
    Io credo che non ha alcuna logica infierire su famiglie già ridotte alla fame dall’assenza di coloro che le sostenevano col loro lavoro.
    Non ha senso parlare di abolizione della pena di morte nel mondo, quando in Italia si “UCCIDE” gente innocente che tira avanti onestamente.
    L’assassino è colui che non fa rispettare le norme di sicurezza, l’indifferenza dello stato, tutti coloro che sanno la verità e non la mettono in luce per il trionfo della giustizia.
    MALEDETTO il denaro che corrompe e mette un cerotto sulla bocca di chi sa.
    MALEDETTO sia colui che mette al primo posto gli interessi economici a discapito di quelli umani.
    Vi dico che non può esserci pace ne rispetto della legge se la legge stessa non riesce o non vuole essere portatrice di giustizia.
    Potremo consumare litri d’inchiostro sulle mostruosità della nostra bella Italia e sull’ipocrisia che la caratterizza nel mondo.
    Fiumi di BIT nei blog, nei siti, nei forum che forse non toccheranno la coscienza di chi dovrebbero perché, per costoro, un buon conto in banca è molto più importante di un pover’uomo che adesso è 3 metri sotto terra, mangiato dai vermi.
    UNA COSA IO VORREI CHE L’ITALIA GIUSTA FACESSE, BOICOTTATE TUTTI GLI ACQUISTI D’OLIO DI TUTTE QUELLE CASE CHE SI RIFORNISCONO DALLA DITTA OMICIDA.
    DA QUALCHE PARTE, MI PARE D’AVER LETTO LA LISTA DELLE DITTE CHE SI FORNISCONO DA LORO, BASTA FARE UNA BELLA RICERCA SUL WEB PER TROVARE QUESTA LISTA.
    FATECI CASO, MOLTI OLII SONO SPESSO IN OFFERTA PER ATTIRARE L’ATTENZIONE DI CHI CREDE DI FARE UN AFFARE RISPARMIANDO MA, CHI ACQUISTA QUESTI OLII, NON FA ALTRO CHE RIMPINZARE LE CASSE DI CHI è COMPLICE (SUO MALGRADO) DI UN’AZIENDA CHE HA MESSO AL PRIMO POSTO IL PROFITTO E ALL’ULTIMO POSTO LA VITA UMANA.
    SIAMO IN ITALIA, BENVENUTI NEL PAESE DELL’ASSURDO!!!

  2. Sono Lorena Coletti sorella di Coletti Giuseppe vittima alla Umbria Olii.
    Vorrei lasciare un commento all’ intervista fatta a Giorgio Del Papa.
    Rispondo in ordine di domande che sono state poste a Del Papa
    Ha risposto che era stato additato da tutti dai politici ecc.
    io rispondo e gli chiedo se veramente la sua struttura era in regola come dice lui?
    E gli dico che quello che non succede in trenta anni succede in un attimo specialmente quando si mandano degli operai a lavorare sopra a dei silos pieni gas esano.
    Continuo poi, gli operai erano a lavorare dal martedi’ e hanno usato sempre gli stessi mezzi e attrezzi.
    Perche’ non erano stati avvertiti del pericolo?
    aggiungo e suppongo che loro sapevano che potevano farlo e che in quei silos era stata fatta la bonifica e non c’ era olio e tanto meno il gas.
    e’ vero che sia Bertinotti che Damiano sono andati in quella struttura, ma se lui sapeva che c’ erano perche’ non era ad accoglierli di fronte ai cancelli? Dopo tutto la fabbrica è sua.
    All’ intervista di Enzo Biagi se la vedete il giornalista non ha fatto niente di parte, ha fatto la sua intervista al sig. Del Papa come l’ha fatta alla moglie di Coletti Giuseppe.
    Solo che Giorgio del Papa ha detto che la ditta manili era una ditta killer e che lui doveva riprendere il lavoro perche’ perdeva i soldi.
    E’ vero che la ditta Manili gli faceva il lavoro, e che erano circa nove anni che lavorava in
    quell’ azienda, ma sono sicura che non sapeva che quei silos erano quasi vuoti di olio grezzo e pieni di gas esplosivo altrimenti non sarebbe salito a morire.
    Come ho gia’ risposto sulle interviste a me fatte lo scrivo anche qua io i trentacinque milioni di euro li dò, ma lui si deve mettere sopra a quelle fiamme e saltare in aria come ha fatto mio fratello, e inoltre me lo deve riportare vivo.
    Se vuole avere ragione dopo che non ha mandato nessuna lettera di condoglianze non si e’ presentato a nessun funerale, dopo l’ intervista che mia cognata ha fatto a matrix lui ha mandato una lettera dicendo che con il passare del tempo, dopo un anno il dolore della perdita del marito doveva essersi affievolito. Pensate voi il comportamento.
    Io ho dato la mia versione di come sono in realta’ le cose.
    E concludo dicendo che in realta’ il suo problema non e’ l’ incidente e il dolore e la perdita che lui ci ha creato, ma il suo problema sono i soldi la sua fonte di vita poi del resto se nella sua azienda sono morte quattro persone chi se ne frega le sue lacrime sono quelle del coccodrillo.
    l’importante i soldi e i trentacinque milioni di euro che ci ha chiesto.
    P.S.: Faccio notare che ho letto solo oggi questa intervista, e quindi rispondo solo ora con un minimo di ritardo.
    Saluti
    Lorena

  3. Lorena cara, per alcuni il vero paradiso è la ricchezza, costoro non hanno altro Dio che il dio denaro e, si sa, il denaro rende difficile l’entrata nel regno dei cieli.
    Ricordi? “E’ più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco varcare la sogna del paradiso”.
    Certamente, se questo “signore” si fosse attenuto a ciò che comanda Dio , “ama il tuo prossimo come te stesso” probabilmente non ci sarebbe stato alcun funerale ne richiesta di indennizzo.
    Mi spiace dirlo ma certi individui amano solo il denaro, servono solo satana e come lui agiscono.
    Mi auguro che costui finisca col saggiare la miseria ed il disprezzo di tutti affinché si renda conto che i soldi non l’hanno potuto salvare.
    Perdonami se cito sempre il Signore ma io, essendo cristiano doc non posso non tirarlo in ballo in ogni cosa che faccio o che dico.
    Dio è amore e l’amore comprende tutto verso tutti, giusto?

  4. HO DETTO A ROBERTO CHE MI SAREI FATTA VIVA NEL SUO BLOG PER LASCIARE UN COMMENTO.
    IL PROSSIMO MESE SARANNO DUE ANNI DELL’ INCIDENTE DI MIO FRATELLO ,CI SARA’ UNA COMMEMORAZIONE UN MONUMENTO PER GLI OPERAI CHE SONO MORTI IN QUEL GIORNO, DEI DIBATTITI E IL TUTTO E’ ACCOMPAGNATO DALLA CAROVANA DEGLI ARTICOLO 21.
    CI SARA’ L’ ONOREVOLE BOCCUZZI E IL MINISTRO DAMIANO.
    VOGLIO FARE QUESTO APPELLO AL SIGNOR GIORGIO DEL PAPA SE VERAMENTE LUI SI CREDE INNOCENTE E CHE PENSA CHE LA SUA COSCIENZA SIA APPOSTO IO LORENA COLETTI SORELLA DI UNA VITTIMA MORTA NELLA SUA INDUSTRIA GLI CHIEDO UNA CORTESIA.
    ED E’ QUESTA.
    DI NON METTERE I FIORI DENTRO I CANCELLI E DI NON APPENDERE PREGHIERE DEL NOSTRO CARO E AMATO S. FRANCESCO D’ ASSISI ,SULLE INFERIATE DEI CANCELLI,E TANTO MENO DI NON MANDARE PERSONE INFILTRATE CON CINEPRESE COME HA FATTO L’ ANNO PASSATO ALLA PRIMA COMMEMORAZIONE ,MA SE VERAMENTE LUI E’ DISPIACIUTO COME DICE E LA SUA COSCIENZA E’ APPOSTO DEVE PARTECIPARE DI PERSONA.
    TI RINGRAZIO ROBERTO PER AVERMI CONCESSO IL TUO SPAZIO.
    UN SALUTO LORENA

  5. CARO ROBERTO NON POSSO ALTRO CHE RINGRAZIARTI PPER IL TUO SPAZIO CHE MI HAI DEDICATO.
    OGGI SONO VENUTA A CONOSCENZA DI UNA BELLA NOTIZIA,IL GIUDICE HA SCARTATO LA RICHIESTA DI GIORGIO DEL PAPA E LA SUA PERIZIA.
    IL RISARCIMENTO NON DEVE ESSERE PAGATO.
    MI SEMBRA UNA BUONA NOTIZIA ,ORA PERO’ VOGLIO VEDERE CHE MANOVRA FARA’ LUI NON CREDO CHE STIA ZITTO E BUONO.
    QUESTO TE LO VOLEVO FAR PRESENTE INIZIALMENTE NON CI CREDEVO INVECE POI SONO VENUTE TELEFONATE CHE MI HANNO RASSICURATO.
    SONO FELICE TOCCO IL CIELO CON UN DITO
    TI VOGLIO BENE E GRAZIE ANCORA.
    LORENA

  6. caro Roberto si e’ formato un comitato Giuseppe Coletti siamo un gruppo di persone e sinceramente veniamo da parecchie parti di italia.
    Abbiamo fatto anche un blog ,ma io sono affezionata a questo infatti scrivero’ sempre qua mi sento piu’ a casa mia.
    Qua c’ e’ scritto tutta la mia storia storia e sono sicura che molte persone sanno.
    Presto ti inviero’ il programma per la commemorazione del 25 e poi anche quella del 24 che faccio qui al mio paese.
    Per il momento ti do un grosso abbraccio Lorena Coletti


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